74*ANIVERSARIO DELLA MORTE DEI PARTIGIANI MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE
By redazione On 14 set, 2018 At 11:56 PM | Categorized As CRONACA | With 0 Comments
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Nato a Massa nel 1920. Sergente marconista, partigiano combattente.
Chiamato per il servizio di leva nel marzo 1940, nel giugno successivo combatte sul fronte
occidentale col 21° reggimento fanteria della Divisione Cremona. Frequentato poi un corso di
radiotelegrafista presso la 44^ compagnia teleradio, prestò servizio all’aeroporto di Elmas e poi al
6° reggimento genio dove ottenne nel marzo 1942 i galloni di caporal-maggiore e la qualifica di
marconista. Nominato capo marconista e promosso sergente, partiva per la Russia nel novembre
dello stesso anno con la 9^ compagnia mista R.T. (Ricognizione Terrestre) mobilitata del 4°
reggimento genio. Rimpatriato ai primi di marzo del 1943 rientrò al reggimento l’8 settembre 1943,
raggiunta la città natale, fu fra i primi a passare alla lotta clandestina, facendo parte dei gruppi dei
patrioti apuani, P.A. (Patrioti Apuani). Comandante di nucleo fino al giugno 1944, dall’agosto
successivo assumeva la qualifica di comandante di distaccamento nella 48^ compagnia a Campiglia.
Altre decorazioni: Cr. g. al V.M. (Croce di guerra al Valore Militare) sul campo (Fronte Russo,
dicembre 1942). Decorato di Medaglia d’oro al valore militare.
Il nome Mario Paolini è inciso con quello degli altri caduti partigiani e civili della zona, su una
apposita lapide apposta al Sacrario “La Tecchia” zona di Antona, dove allora passava la Linea
Gotica. All’Eroe sono state intestate una strada nella Capitale Roma, a Massa, a Viareggio ed una
scuola elementare a Castagnetola a Massa.
PAOLINI MARIO È COMPRESO NELL’ELENCO DEI MILITARI ITALIANI PASSATO A
SUPPORTO DELLE FORMAZIONI IRREGOLARI DEL FRONTE CLANDESTINO NOTA
ANCFARGL. FIN DALL’8 SETTEMBRE 1943 ADERÌ ALLA FORMAZIONE PATRIOTI APUANI.
SALVETTI Aldo
Nacque a Mirteto di Massa il 27 novembre 1923, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 entrò a far
parte delle formazioni partigiane della Lunigiana. Inquadrato nel distaccamento intitolato ad “Aldo
Cartolari”operante in seno alla “Ugo Muccini”. La sera del 18 settembre 1944 la sua formazione
attaccò una postazione tedesca nei pressi di Castagnola, una sentinella che diede l’allarme.
Mancando l’elemento sorpresa nel seguente combattimento caddero due partigiani. Aldo Salvetti,
ferito ad una gamba cercò di rifugiarsi in un campo, scoperto catturato, stoicamente non parlò e
venne giustiziato. Decorato di Medaglia d’oro al valore militare.
Primissimo nella lotta di liberazione di Apuania, si distinse in numerose azioni per ardimento e
sprezzo del pericolo. Caposquadra comandante di una pattuglia, volontariamente si offrì per una
rischiosa azione contro un reparto tedesco che, dopo di aver dato fuoco al paese di Canevara,
sfogava la sua rabbia contro la popolazione inerme. Appostatosi con i suoi uomini, sgominò i primi
nuclei nemici che, ebbri di distruzione, abbandonavano il paese ancora in fiamme e piombato sul
grosso del reparto tedesco lo mise in fuga con raffiche di mitra e con lanci di bombe a mano.
Ancora non pago di quanto aveva compiuto continuò nell’azione e attaccò un forte nucleo che si era
sistemato in difesa, ma mentre alla testa dei suoi partigiani era per raggiungere la posizione, cadde
colpito in fronte da un proiettile che troncò la sua giovane esistenza. Fulgido esempio di ardimento.
Canevara Massa, 15 settembre 1944.
«Non ancora diciottenne, volle volontariamente combattere contro i nazifascisti e con il suo
ardimento seppe procurarsi l’arma togliendola al nemico. Durante un audace attacco sferrato
dai partigiani contro un presidio tedesco, cadde gravemente ferito sui reticolati da lui
arditamente raggiunti. Catturato dal nemico fu sottoposto alle più inumane torture ed il giovane
corpo fu mutilato in ogni parte dalle baionette tedesche. Trascinato sanguinante per le vie del
paese, fu inchiodato crocifisso ancora vivente contro un portone, ma non un nome, non un
indizio uscirono dalle sue labbra esangui. Prima di esalare l’ultimo respiro, disse ai suoi
carnefici: «Conoscerete i miei compagni quando verranno a vendicarmi». Esempio superbo di
epico sacrificio.
Castagnola di Massa, 19 settembre 1944

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