scuola materna di Forno rischia la chiusura
By redazione On 13 set, 2018 At 11:57 AM | Categorized As CRONACA, SCUOLA | With 0 Comments
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Gli iscritti si contano sulle dita di due mani: la materna di Forno rischia la chiusura e ai genitori dei bimbi già segnati è stato chiesto di firmare un documento per “delocalizzarli” alla scuola di Santa Lucia.

Per la salvaguardia dell’istituto intervengono il consigliere comunale Stefano Alberti e Giovanna Santi, entrambi esponenti del Partito Democratico.

“Con solo 9 iscritti non si sarebbe raggiunto il numero minimo per l’assegnazione di una sezione – spiegano in una nota i due esponenti – quindi il provveditorato ha previsto un potenziamento di 25 ore. Vista la collocazione della scuola in montagna e il progetto senza zaino l’ente ha deciso in via straordinaria di assegnare per quest’anno 25 ore di potenziamento di solito destinate a progetti teatrali musicali ecc.; in questo modo la materna può rimanere aperta la mattina dalle 8 alle 13, a differenza di come avveniva nel passato dove c’era il tempo pieno. La straordinarietà dell assegnazione consiste nel fatto che questi potenziamenti di solito sono pomeridiani invece qui sono stati concessi la mattina e in più una volta assegnati solo la scuola beneficiaria può usufruirne, non si possono delocalizare. La dirigente Tiziana Lavaggi in più ha spostato la materna al piano di sopra dove si trovano le elementari riducendo gli spazi ludico ricreativi, questo succede per mancanza di personale di sorveglianza. La dirigente ha infine convocato i genitori dei bimbi già iscritti alla materna di Forno chiedendogli di iscrivere i bimbi alla materna di Santa Lucia. Poi attraverso una delibera di istituto avrebbe decretato la chiusura della sezione di Forno e una nuova apertura salvo opposizione e voto contrario come succursale di Santa Lucia. Tutto questo a 10 giorni dall apertura”.

“Si chiede pertanto un deciso intervento dell’amministrazione comunale per salvaguardare non solo questo importante presidio culturale e di un servizio essenziale per le giovani famiglie della vallata del Frigido e al contempo frenare lo spoliamento di servizi pubblici essenziali elementi imprescindibili alla rinascita dei nostri paesi montani”.

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