Venditori abusivi, blitz delle forze dell’ordine sulla spiaggia
By redazione On 2 ago, 2018 At 07:37 PM | Categorized As CRONACA, ECONOMIA | With 0 Comments
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Blitz delle forze dell’ordine sulla spiaggia di Marina di Massa tra Poveromo e la Partaccia contro l’abusivismo commerciale. Un’operazione coordinata dalla Prefettura di Massa-Carrara impegnata già da diverso tempo sul fronte della lotta all’abusivismo commerciale e alla contraffazione e che ha visto l’azione di polizia municipale, carabinieri, polizia di Stato e guardia di Finanza.

Le forze dell’ordine sono intervenute con diverse squadre, sequestrando un ingente quantitativo di prodotti contraffatti, per lo più capi di vestiario. Ad assistere all’operazione anche il vicesindaco di Massa con delega alla polizia urbana, Guido Mottini. «Stamani – ha fatto sapere Mottini – sulla costa di Marina di Massa, da Poveromo alla Partaccia, è stato eseguito un blitz da parte delle forze dell’ordine contro i venditori abusivi. Sono stati fatti sequestri di merci ed è stato ristabilito l’ordine sulle spiagge. Ringrazio la polizia municipale, la polizia di Stato, i carabinieri e la Guardia di Finanza di Massa per la loro azione precisa e incisiva. Nel mese di agosto ci saranno altri interventi per mantenere ordine e sicurezza sulla costa».

Esulta il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti che sui social ha scritto: «Stamani è iniziata l’operazione contro gli ambulanti abusivi. Da Marina di Massa alla Partaccia la polizia municipale ha sequestrato merce e identificato parecchi abusivi. Bisogna continuare così fino a farli sparire tutti. Un ringraziamento al vicesindaco Mottini, all’assessore Cella e al comandante Santo Tavella».

L’operazione della polizia municipale si inserisce in un ambito più ampio in cui è impegnata in primis, in qualità di coordinatore, la Prefettura. Alcuni mesi fa da Palazzo Ducale avevano evidenziato che «tali gravi forme di illegalità hanno, come noto, effetti distorsivi sull’economia, penalizzando le imprese ed i commercianti che operano correttamente, subendo una concorrenza sleale con violazione dei diritti di proprietà intellettuale, sfruttamento dei soggetti più deboli ed evasione dell’imposizione fiscale. Senza sottovalutare, altresì, i potenziali rischi per la salute dei cittadini, causati dall’uso di materiali scadenti».

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