SANITA’ TOSCANA, IL GAME OF THRONES DELLE NOMINE APICALI
By redazione On 17 lug, 2018 At 09:19 PM | Categorized As CRONACA, POLITICA | With 0 Comments
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L’adeguamento alla normativa nazionale sulle nuove procedure da adottare per le figure apicali della Sanità che oggi passa in Consiglio è palesemente usato da Rossi e dal Pd come strumento per epurare un soggetto esterno al sistema di potere della Sanità Toscana e dare una spallata all’Assessore Saccardi.

Un vero e proprio blitz – portato alla luce da Fratelli d’Italia – per non ammettere che la riforma della Sanità non ha funzionato e che ha prodotto costi aggiuntivi e sprechi.

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Da anni come noto, in Toscana non c’è un rinnovo delle figure apicali bensì un valzer tra i soliti dirigenti di fiducia di Rossi, soggetti esterni sono stati inseriti soltanto in momenti particolari come gli scandali delle ASL di Massa e Siena, dove fu proprio un “esterno”, il dott. Niccolò Pestelli, a portare in Procura il bilancio dell’azienda sanitaria senese guidata all’epoca dall’attuale moglie del Governatore Rossi. Al di là della legittimità di nomine che rimangono comunque appannaggio di una scelta politica del Governatore, oggi si parla dell’abolizione dei “Direttori di Programmazione di Area Vasta”: figure volute con forza dal Pd nella Riforma sanitaria toscana del 2016 poiché innovative e necessarie per il funzionamento delle Aree Vaste, ma che alla fine altro senso non hanno avuto se non quello di dare posizione e stipendio ad un gruppo ristretto di persone con professionalità e curriculum certamente adeguati, ma con standard da dirigente da almeno un decennio. Abbiamo sempre contestato queste figure e siamo felici dell’abolizione dei tre inutili Direttori, ma il Pd anziché dire quanto risparmieremo con il loro taglio dovrebbe giustificare i soldi pubblici spesi per questi dirigenti “amici”: quasi un milione di euro, l’equivalente del costo ticket di 26mila a 96mila TAC (a seconda dell’Isee) sottratte ai pazienti toscani.

Nel Gioco dei Troni della sanità toscana, stranamente, a farne le spese è soltanto uno, quello esterno al cerchio della fiducia di Rossi: il “famoso” dott. Pestelli, già spostato da Siena ad ESTAR e recentemente da ESTAR a dirigente di programmazione dell’area vasta Sud-Est che proprio oggi vanno ad abolire. Pestelli ricordiamo essere entrato in frizione con pezzi grossi del Pd come Saccardi, Marras e Scaramelli relativamente alle assunzioni su graduatorie, che lui voleva su concorso, e per aver “impostato” la riforma del piano strategico della tecnologia, un’operazione da 63 milioni di euro che evidentemente per Rossi e il Pd non poteva essere gestita da lui.

Ecco quindi che oggi si è preferito fare un passo indietro per cancellare quel ruolo dirigenziale difeso come “strategico” fino a pochi mesi fa e ricollocare i dirigenti amici, senza pudore né vergogna. Dei tre Direttori “inutili” il dott. Majna essendo un interno ASL rimane in attesa di destinazione o pensionamento, il dott. Giovannini è stato promosso alla Direzione delle Scotte di Siena mentre il dott. Damone a quella di Careggi in sostituzione della dott.ssa Calamai, diventata direttore regionale. Una mossa questa che offre una lettura anche partitica legata agli equilibri della maggioranza, e che vede forte indebolimento dell’Assessore renziano alla Sanità Saccardi. Nel blitz in Commissione il Pd ha presentato e approvato emendamenti incentrano il potere in mano al nuovo mega dirigente della Sanità regionale, la dott.ssa Calamai appunto, già alla ribalta per essere stata nominata da Rossi a buste ancora aperte e per il goffo tentativo di aumentare lo stipendio agli otto collaboratori che dovevano seguirla negli uffici regionali: una mossa talmente azzardata che nemmeno lo stesso Rossi si è sentito di avallare.

Un altro chiarimento dovuto ai cittadini toscani, anche per sgomberare il campo da quelle voci che nei nostri ospedali girano più delle barelle, sarebbe anche quello legato alla figura del Dottor Rocco Donato Damone per il quale presenterò un’interrogazione per sapere se, come sembrerebbe risultare dall’anagrafe e dalle carte processuali, sia lo stesso Rocco Damone militante della sanguinosa banda terroristica Prima Linea che negli anni ‘70 si rese protagonista di efferati delitti a scopo di sovversione dell’ordinamento dello Stato. Essendo la nomina di spettanza del Governatore, qualora fosse confermata questa grave circostanza credo sia necessario sapere se Rossi ne fosse o meno a conoscenza e se in coscienza ritiene che una figura con un’ombra del genere sulle spalle possa ricoprire incarichi così delicati e prestigiosi all’interno della Sanità regionale.

Nel quadro generale tutto sembra rientrare nella personale battaglia di Rossi per garantirsi un futuro politico, magari in seno allo stesso Pd che aveva abbandonato poco tempo fa, in una corsa contro il tempo per le prossime tornate elettorali. Al Governatore, sulla scena politica regionale da vent’anni, voglio solo dire che il gioco dei troni sta finendo e che, come nella fortunata serie, anche per lui l’inverno sta arrivando.

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