Il 24 giugno  i cittadini di Massa, con un segno sulla scheda elettorale,    hanno scelto   un percorso nuovo per  una società nuova
By redazione On 10 lug, 2018 At 10:57 AM | Categorized As POLITICA | With 0 Comments
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Il 24 giugno  i cittadini di Massa, con un segno sulla scheda elettorale,    hanno scelto   un percorso nuovo per  una società nuova.

È stato sufficiente quel  gesto  per   schiodare, dopo oltre vent’anni,  gli antichi sovrani delle giunte e dei consigli  dagli scranni del potere, salvo minimali eccezioni. Quello che più ha risentito della batosta è stato il  PD,  il partito della  Martina e  di   Giacomo  e dei Segretari PD: il giovane  Perinelli, unico candidato alla nomina di segretario  così come pure, come unico concorrente al Provinciale,   Manenti. Essi sono stati selezionati per le loro eccelse qualità che consistono: essere forti ubbidienti  ferrei  e incrollabili kamikaze Renziani,  con tanto di fascia hachimaki  Premesso quanto sopra, i generali, si sono organizzati per vincere o quanto meno di accedere al ballottaggio con una strategica furbata così si sono presentati, in termini militari si direbbe, con 7 divisioni forti di  212 candidati  così suddivisi: 190 peones con un bagaglio   di  20/25 voti a testa per circa 4.750 voti e di  20/22 veterani con una rendita media 320 preferenze così da arrivare in zona di sicurezza di circa 11/12000 consensi al fine di distanziare gli avversari e rifarsi poi al ballottaggio. La seconda furbata consisteva nel far firmare la sottoscrizione di un documento in cui si giurava  lealtà a pieno sostegno  al candidato sindaco senza si e senza no.  Rifiutato dalle liste Menchini. Questo l’antefatto per raggiungere la zona  ballottaggio. E la hanno raggiunta. Primi. Visto il distacco dal secondo belligerante il Generale supremo ha  rifiutato l’apparentarsi con eventuali truppe d’appoggio convinti di vincere  da  soli così da non spartirsi alcuna poltrona ed, egoisticamente, di beneficiare tutti i propri migliori uomini (?). Risultato delle previste  20+1  poltrone dopo La Vittoria mutilata (di antica memoria)  i superstiti si contano  in 6+1 (il sindaco). La decimazione è stata “drammatica” sono cadute  calde lacrime”  sugli eroi caduti.  Gli Stati maggiori, prontamente riuniti, hanno sanzionato che le scarse truppe rimaste sapranno fare feroce opposizione al nemico e riconquisteranno le poltrone perse  così che  gli Stati maggiori resteranno nello loro blindate stanze. In fondo Renzi ha fatto scuola.

 

      Il dotto asino di Burio

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