Vogliamo cercare di sopravvivere all’infarto acuto? Al primo dolore toracico chiamare subito il 118 e non perdere altro tempo: questo il soccorso efficiente e rapido”. L’invito giunto dal corsi convegno sull’infarto acuto dell’Opa.  Durante i lavori  tre emergenze  di infarto acuto.
By redazione On 18 mag, 2018 At 08:09 AM | Categorized As SANITA' | With 0 Comments
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Vogliamo cercare di sopravvivere all’infarto acuto? Al primo dolore toracico chiamare subito il 118 e non perdere altro tempo: questo il soccorso efficiente e rapido”. L’invito giunto dal corsi convegno sull’infarto acuto dell’Opa.  Durante i lavori  tre emergenze  di infarto acuto.

 

“Hai un dolore toracico? Chiama il 118″ questo in estrema sintesi il primo messaggio emerso in modo chiaro da questo importante corso convegno interregionale. Ancora troppi i pazienti che ogni giorno giungono al pronto soccorso dei nostri ospedali con questo sintomo perdendo in questo modo tempo prezioso. Perdere tempo, dal momento della comparsa del sintomo, significa aumentare le probabilità di morire di infarto e questo è un problema di grandi dimensioni.

Il mio desiderio è che noi insieme ai responsabili del 118 che oggi partecipano a questo evento facessimo passare dopo questa importante giornata.  Un incontro stampa a livello di tutta la nostra area per sensibilizzare la popolazione che nel momento si avverte un forte dolore toracico non deve andare al pronto soccorso ma chiamare subito il 118.”. Così ha detto    in apertura dei lavori del  corso-convegno interregionale  dal titolo: “” L’infarto miocardico acuto – STEMI nel 2018″ il   dottor Luciano Ciucci Direttore Generale  della Fondazione Toscana” Gabriele Monasterio” per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica. CNR. Il corso  accreditato Ecm,  promosso dalla stessa  Fondazione “Gabriele Monasterio” e dal 118 di Massa Carrara si è tenuto nella sala convegni della ‘ospedale pediatrico apuano. Un corso di elevato profilo professionale e formativo che ha visto la presenza di esperti che hanno affrontato tutti i vari aspetti del’infarto acuto: dalla diagnosi precoce attraverso l’elettrocardiogramma eseguito sul territorio  all’intervento di angioplastica in sala di emodinamica ma coralmente è stata sottolineata l’importanza di non perdere tempo: ai primi sintomi e chiamare subito il 118.

Presenti i vertici del 118 dell’area Massa-Carrara – Lunigiana-Versilia Lucca: dott. Luca Nicolini – direttore della Centrale operativa dei questa arera. Dottor Umberto Roberto Vatteroni. Responsabile Struttura 118 e soccorso cave  Massa Carrara Lunigiana; il dottor Giovanni Orlandi Direttore Unità operativa Neurologia dell’Azienda sanitaria; il dottor Gino Volpi Direttore Struttura operativa complessa multizonale Asl Centro -Pistoia e professore di Neurologia Università di Firenze; Dott. Luca Fialdini vice presidente provinciale Ordine professioni infermieristiche di Massa Carrara. E soprattutto specialisti,  medici di medicina generale giunti anche dall’Umbria e dalla Liguria, medici del 118 e da infermieri nonché responsabili di Istituti scolastici superiori. Presente anche in qualità di responsabile scientifico la dottoressa Maria Laura Valcelli referente per la formazione del personale sanitario 118, la dottoressa Alessandra Landini   sempre del 118 Referente per la formazione al Volontariato e utenti esterni, il dottor Fabio Rota Conti, medici del nostro pronto soccorso, della Versilia e, come dicevamo di altre Regioni .  Da sottolineare che anche il dottor Alberto Ranieri De Caterina era componente la segreteria scientifica. Mentre nella sala convegni i lavori del convegno procedevano l’attività in sala emodinamica non si è fermata, ben tre emergenze con persone di varia età dai 34 ai 70,  colpite da infarto acuto; questa malattia non conosce soste.

Il corso prevedeva anche collegamenti live con la sala ed i partecipanti hanno condividere le scelte terapeutiche e gli interventi dei professionisti della Fondazione C.N.R. operativi 24 ore su 24  trasmessi su grandi schermi.

 

Vero mattatore della giornata il dottor Sergio Berti , direttore del corso, e dell’Unità operativa complessa di  Cardiologia Diagnostica ed Interventistica Ospedale del Cuore della stessa  Fondazione “G. Monasterio” . Ogni anno, con la sua equipe tratta più di 400 infarti acuti.  “L’evento di oggi è un  corso  – dice il dottor Berti – ma soprattutto un momento di confronto tra tutti gli attori che operano quotidianamente per combattere l’infarto acuto. L’obiettivo è quello di mettere a fuoco le problematiche e gli aspetti che caratterizzano la nostra rete per la cura immediata dell’infarto acuto pensata in una riunione dicembre del 1999. Come in tutti i cambiamenti, a quel tempo la fibrinolisi era il trattamento di riferimento e l’angioplastica è stata una innovazione epocale, ci sono stati strenui sostenitori che vi hanno creduto e si sono spesi per realizzarla, qualche contrario e molti indifferenti. Per utilizzare le parole del professor Luigi Donato nostro maestro, a questi ultimi dobbiamo il nostro riconoscimento perché ci hanno spinti a profondere tutte le energie possibili per realizzare nostra la rete per la cura dell’infarto nella forma in cui è oggi. Alla nascita della rete è stato fatto un grande lavoro di preparazione, abbiamo messo a fuoco tutti gli aspetti organizzativi, analizzato le caratteristiche del territorio e cercato di prevedere le possibili criticità che avrebbero potuto nascere. Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro fatto e del risultato ottenuto, oggi la nostra rete è una delle più consolidate in Italia. Per fare un po’ di “Storia” l’attuale rete prende la sua forma organizzativa nel 2003 -2004 grazie all’acquisto da parte della ASL di Massa Carrara su un progetto regionale per le zone montane, di tre sistemi per la trasmissione dell’elettrocardiogramma dal territorio della Lunigiana alla sala di emodinamica della Fondazione CNR.   In quel tempo il problema più pressante era come gestire i pazienti della Lunigiana, dove si registrava una mortalità per infarto decisamente più elevata rispetto all’area di costa. Dopodichè nel 2006 c’è un altro passo importante e strategico che è l’istituzione di un registro permanente dei pazienti con infarto acuto che giungevano all’OPA. Dal 2006 a oggi sappiamo per ciascun paziente affetto da infarto giunto all’OPA esattamente dopo quanto tempo è intercorso dalla comparsa del dolore al momento in cui il paziente chiama il 118 o si reca in pronto soccorso, quanto tempo impieghiamo a fare diagnosi, quanto tempo per il trasferimento e quanto tempo impieghiamo per fare l’intervento.

Questa mole di dati raccolti giorno per giorno è un grande patrimonio culturale ed è la “storia della nostra rete per l’infarto acuto” dodici anni di storia dell’infarto acuto nel nostro territorio. Nella giornata dopo i vari interventi come dicevamo molte le ore di collegamento con la sala di emodinamica nel pomeriggio sono state fatte esercitazioni di trasmissioni ed interpretazione dell’ECG utilizzando il sistema di teletrasmissione attualmente in uso sulle nostre ambulanze. L’esercitazione ha coinvolto tutti i presenti simulando momenti della vita reale della gestione dell’emergenza nelle sindromi coronariche acute.

 

Nelle foto: il dottor Sergio Berti, immagini del pubblico

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