Nuovo Pignone, la protesta: «Noi licenziati e qui lavorano di sabato»
By redazione On 9 apr, 2018 At 05:33 PM | Categorized As CRONACA, ECONOMIA | With 0 Comments
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Protesta sabato allo yard nuovo Pignone: ne hanno presidiato i cancellii dipendenti di Vivaldi & Cardino srl, un’azienda che si occupa di pulizie industriali, accompagnati da alcuni lavoratori di Logistics&painting, Bcube, Tc imballaggi.

Lo stabilimento di via Zaccagna ad Avenza in quel momento era in piena attività. “Dicono che non c’è lavoro, ma come vedete lavorano anche oggi che è sabato,” commenta Luca Mori, RSU UIL e dipendente della Vivaldi e Cardino. Mori è tra gli 11 operai della ditta in via di licenziamento. A gestire il lavoro per il Nuovo Pignone è la Oma, azienda attiva nella produzione di pezzi di ricambio e componenti per macchinari industriali. “Oma ci ha detto chiaramente che non intende assumerci perché siamo troppo sindacalizzati – ha spiegato Mori – nonostante il nostro operato sia stato impeccabile, probabilmente per non infastidire i committenti. Non ci sorprende: là dentro si parla di turni di 12 ore, ferie e straordinari non pagati. Il motivo non è solo questo: noi siamo stati assunti un anno e mezzo fa a tempo indeterminato. Loro, invece, si rivolgono a due agenzie interinali per fare contratti da due, tre mesi al massimo. Uno dei cantieri in cui abbiamo lavorato è gestito in parte dal Pignone e in parte da Mammoet, una grande azienda con sede in Olanda che ha preso la lavorazione in subappalto da Oma. Dal momento che Mammoet ha preteso da Oma un pagamento puntuale, i rapporti tra le due si sono congelati. Il nostro calvario è iniziato lì.”
Il lavoro di verniciatura era affidato a Logistics&painting, azienda di verniciatura e sabbiatura dei macchinari all’interno del Nuovo Pignone. Oma le ha tolto il subappalto. A febbraio la Logistic aveva annunciato ben 23 licenziamenti, poi ritirati o meglio sospesi, come precisa uno dei suoi dipendenti, Icham Elcarcuri: “Torneranno sui loro passi. Già da lunedì alcuni di noi saranno in cassa integrazione. Per il momento ci hanno invitato a prendere ferie.”
Anche i lavoratori di Vivaldi & Cardino avevano cominciato prendendo ferie e lavorando a turnazione, a febbraio dello scorso anno. “Dopo circa tre anni di contrattini con l’azienda che prima faceva parte dell’indotto, eravamo finalmente stati assunti a tempo indeterminato – racconta Cristian Zanantoni, 29 anni, iscritto a Fiom – Pensavamo di aver trovato una piccola isola felice, anche perché nel territorio il lavoro scarseggia. Ho lavorato in questa ditta per un anno e mezzo. Sembra che Oma voglia prendere in mano tutta l’azienda per buttare fuori tutto i dipendenti sindacalizzati.” Cristian ha una moglie e una bambina, e non è il solo dipendente che si stia costruendo una famiglia. Denis Fiaselli, 34 anni, si è sposato sabato 1 aprile in comune, a Lerici: “Ho cominciato a lavorare qui nel 2012 con la ditta precedente, a settembre 2015 ho cominciato con Vivaldi che ha preso questo ramo della metalmeccanica. Noi giovani avevamo voglia di affacciarci alla vita, pianificare un matrimonio, magari dei figli; speravamo di aver cominciato un lavoro che ci portasse non dico alla pensione, ma alla stabilità sì. Chiediamo al Nuovo Pignone di vigilare per mantenere l’alta qualità del lavoro”.
“A me manca un anno e mezzo alla pensione – ha dichiarato Renzo Puntelli, 59 anni, RSU e membro del direttivo provinciale della Fiom – ma mi sento profondamente addolorato per questi ragazzi cui viene negata la possibilità di costruire il proprio futuro. La procedura di licenziamento è stata avviata ai primi di marzo del 2018, da quel momento sono scattati i 75 giorni di tempo per trovare le condizioni di ricollocamento a livello sindacale e istituzionale. Non ci prendano in giro dicendo che non c’è lavoro, siamo venuti nel sito di Avenza per mostrare a tutti che i lavoratori qui fanno gli straordinari. Continueremo coi presidi, chiederemo anche un accordo col sindaco La settimana scorsa siamo stati in prefettura con le segreterie provinciali di categoria. Oggi tocca a noi, domani a chi?”

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