Trasferita dal Noa all’Opa,muore sull’ambulanza
By redazione On 21 gen, 2018 At 07:51 PM | Categorized As CRONACA, SANITA' | With 0 Comments
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Ad Idea Quadrelli, 82 anni, il dolore al torace arriva quando, in auto con la figlia, è a pochi passi dallo studio del suo medico curante.

Ed è proprio il medico a consigliarle di andare all’ospedale senza perdere un attimo. Lei all’ospedale ci va e rimane per circa 5 ore, poi i medici dispongono il trasferimento all’Opa e durante quel trasferimento il suo cuore cede, si rompe il miocardio e i medici di Montepepe – spiegano i parenti della donna – non possono più farci nulla. Impossibile operare: Idea se ne va poco dopo.
E adesso la famiglia si interroga sui protocolli applicati e sulla necessità di trasferire i pazienti con problemi cardiaci da viale Mattei all’ospedale del cuore.

Perché Idea abitava a Turano, a due passi da Montepepe, all’Opa sarebbe arrivata in un battibaleno e lì, dove c’è una cardiochirurgia – ricorda il nipote Iacopo Bertelloni – sarebbe bastata una coronografia per capire dove e come intervenire. Ma in quell’ospedale – sottolineano i familiari della donna – un pronto soccorso non c’è e quando, come è successo ad Idea venerdì mattina, i dolori al torace si fanno sentire, tocca andare all’ospedale delle Apuane. È dall’ospedale che, fatte le valutazioni del caso e applicati i protocolli internazionali, i medici possono disporre il trasferimento. Quei protocolli – ci tiene a sottolinearlo Alberto Conti, primario del pronto soccorso – sono stati applicati rigorosamente e «la paziente è stata presa immediatamente in carico, a dieci minuti dal triage erano già stati fatti l’elettrocardiogramma e le analisi per verificare gli enzimi (che rivelano un’eventuale rottura del muscolo cardiaco ndr)».

L’elettrocardiogramma non era «diagnostico», ma la donna è rimasta sotto osservazione nella sala destinata all’alta intensità di cura. Il protocollo prevede, infatti, che gli esami vengano ripetuti dopo qualche ora e sono quelle seconde analisi a rivelare che gli enzimi si sono alzati, segno che qualcosa non va. I nuovi valori fanno scattare l’allarme e fanno decidere i medici per il trasferimento.
«Nel frattempo, però – prosegue Iacopo -erano passate 5 ore, se mia nonna fosse stata trasferita subito, potrebbe avercela fatta».
Per Alessandro Mazzanti, anche lui nipote di Idea, è assurdo che «un’eccellenza nazionale e internazionale come l’Opa non possa contare su un pronto soccorso che dia risposte immediate. In caso di problemi cardiaci anche pochi minuti valgano oro e non si obbietti che realizzare un pronto soccorso costerebbe tanto perché non è argomento valido: di soldi ne vedo spendere fin troppi per cose inutili. E quel pronto soccorso è invece una necessità.

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