Medico arrestato, accuse choc. “Operava i cani nell’ambulatorio dei pazienti”
By redazione On 6 dic, 2017 At 07:08 PM | Categorized As CRONACA, SANITA' | With 0 Comments
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Radiologo in ospedale a Massa ma anche titolare, illecitamente, di uno studio privato a Marina di Carrara, insieme a un secondo dottore.

Qui riceveva i pazienti e qui stava per operare un cane da tartufi. Protagonista di questa storia, che ha risvolti stupefacenti, è il dottor Franco Sanguinetti. Lui è in carcere da venerdì e martedì la Procura della Repubblica di Massa ha raccontato l’esito dell’inchiesta avviata 8 mesi fa grazie a una segnalazione dell’Asl. La storia più incredibile riguarda due cani da tartufi.

La prima è una cagnetta rubata da due sinti nella campagna vicino a Firenze. Lui doveva estrarre il microchip originale per metterne uno falso. Così i due sinti potevano vendere l’animale (di razza «lagotto emiliano») con tranquillità. Per impedire l’operazione, la Polizia veterinaria ha atteso i due sinti con la cagnetta vicino allo studio medico. Li ha bloccati prima che entrassero evitando l’operazione. A quel punto gli agenti hanno scoperto che la bestiola era incinta e poco dopo ha partorito cinque cuccioli. Certo l’operazione avrebbe complicato non poco il parto…

Ora Lara, così si chiama la cagnetta, è stata restituita al suo padrone, insieme ai cuccioli. Non è andata così bene, invece, a una seconda cagnetta, anche questa da tartufi. Lei è stata sicuramente operata (ci sono i segni che lo provano) ma senza il microchip originale non c’è modo di risalire al padrone. La sua foto sarà postata nel sito del Ministero dell’Interno accanto a quelle dei monili d’oro, dei rolex e delle pietre preziose che i due sinti avevano in casa. Rubavano e poi davano tutto al radiologo che, oltre a fare il medico e il veterinario, faceva anche il ricettatore. In pratica, vendeva la refurtiva ad alcuni gioiellieri amici. Loro sapevano che erano oggetti rubati? A stabilirlo saranno le indagini.

Attenzione però. Al dottor Franco Sanguinetti non bastavano queste molteplici attività. Si era improvvisato anche esperto in cure dimagranti. Fino ad arrivare al punto di spacciare come pillole dimagranti farmaci salvavita e antitumorali. Il trucco era semplice quanto terribile. Comprava le medicine in farmacia a Massa e a Carrara, gettava via il «bugiardino» e metteva le pillole in una piccola anfora di vetro. Ai pazienti diceva che erano prodotti specialissimi, fabbricati all’estero, la cui vendita in Italia non era ancora consentita. I prezzi allo sventurato paziente variavano da 100 a 180 euro. Lui invece aveva speso 5 o 10 euro. E si guardava bene dall’avvertire i pazienti che ogni medicina salvavita o anti tumore ha effetti collaterali che possono essere molto gravi.

Basta? No. Questo dottore si era messo anche a redigere, a favore dei due sinti e forse di altri criminali, falsi certificati medici comprovanti patologie del tutto inesistenti. Che i sinti esibivano in tribunale durante i processi per ottenere questo o quel beneficio. A proposito: naturalmente i certificati non li firmava lui. Falsificava la firma dei suoi colleghi. Magari gli stessi che in ospedale dovevano farsi in quattro per sostituirlo, dato che era assente molto spesso. Però nello studio in ospedale lasciava la giacca…

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