MASSA:594 giorni per la visita. Al Cup attese in aumento
By redazione On 24 nov, 2017 At 07:55 PM | Categorized As CRONACA, SANITA' | With 0 Comments
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594 giorni per una mammografia: il Cup prenota ad una cittadina massese la visita a luglio 2019. Stanno peggiorando i dati relativi alle liste di attesa nella Asl 1 di Massa-Carrara.

Lo scorso 11 luglio, il Tirreno scrisse che per una mammografia Rx bilaterale l’attesa era di 487 giorni, con prima prenotazione al 27 giugno 2018. Oggi il tempo si allunga per qualsiasi donna che abbia deciso di fare prevenzione, come vuole la Regione Toscana e consigliano i medici. Siamo a 21 mesi.

Questa è la storia di una donna, di 47 anni, a cui è stato consigliato di tenere sotto controllo il seno, perché “predisposto” a malattie legate al tumore alle mammelle.

Dal 2010, infatti, da quando aveva cioè 40 anni, ha effettuato una mammografia ogni anno, accorgendosi di quanto aumentavano i giorni in lista d’attesa, ma riuscendo sempre comunque ad effettuare la visita nell’arco dei 365 giorni. Il Centro tumori della Regione Toscana, infatti, da molto tempo porta avanti una campagna di sensibilizzazione per le donne dai 40 ai 50 anni consigliando la mammografia annuale e questo nonostante i centri screening locali, come quello della Asl 1, prevedano invece una visita gratuita a chiamata ogni due anni, per le donne che hanno superato i 45 anni. Insomma: la Regione promuove la prevenzione delle malattie al seno, con una mammografia annuale che però non viene garantita dalle aziende sanitarie locali.

La situazione sta peggiorando negli ultimi anni, spiega la donna, che ha effettuato la mammografia lo scorso 15 novembre. Anche dopo quella visita, il radiologo della Asl 1 le consigliò di prenotare immediatamente una mammografia per l’anno successivo e così lei ha fatto. Al Cup del Noa il 16 novembre, con l’impegnativa del suo medico, ha richiesto un esame Rx mammografia bilaterale e le hanno dato l’appuntamento il 2 luglio. Sono 594 giorni di attesa, per una donna di 47 anni che vuole fare prevenzione al tumore del seno.

«Ho il diritto di fare la mammografia ogni anno- ci racconta- ma mi viene impedito. Trovo che questo sia molto ingiusto, molto pericoloso e molto poco redditizio per i nostri enti pubblici; ci insegnano che un malato costa molto di più alla sanità pubblica che non un cittadino sano a cui garantire servizi per evitare che si ammali, cioè a cui dare la possibilità di prevenire i mali, attraverso la prevenzione. Allora le Asl devono darci la possibilità di rimanere sani il più avanti possibile, prima che i malanni dell’età ci colgano come natura vuole. Le donne dovrebbero battersi di più per il diritto alla mammografia».

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