Massa-Carrara, caro denaro, quanto ci costi
By redazione On 26 lug, 2017 At 08:05 PM | Categorized As CRONACA, ECONOMIA | With 0 Comments
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Le aziende apuane pagano il denaro a un prezzo più alto di quello del resto della regione, sebbene la capacità di rimborso degli imprenditori non siapeggiore rispetto alle imprese del resto della Toscana.

Sono i due elementi, in aperta contraddizione, che vengono fuori dal report di Camera di Commercio e Isr sulle economia apuana. Numeri che preoccupano e che confermano una sostanziale stazionarietà della crisi del credito in provincia.

Gli elementi che sono messi a confronto, e che segnalano ma non spiegano l’anomalia, sono appunto i tassi di interesse e quelli sul tasso di decadimento e dei crediti deteriorati. Numeri che hanno questo andamento da almeno tre anni a questa parte.

Il tasso di decadimento è piùo strutturale, quello sui crediti deteriorati è più di flusso, sono i crediti prima che diventino insolventi. Quello segnalato dal tasso di decadimento, che a Massa Carrara è al 3,6% contro il 3,4% toscano sono le sofferenze sui prestiti dell’anno precedente. Quindi è un dato che per la banca vuol dire perdite, difficilmente recuperabili. I crediti deteriorati sono tutte quelle esposizioni che non sono andati in sofferenza, una sorta di anticamera, che però segnalano la possibilità di trasformarsi in sofferenze. Questo tasso in provincia si ferma al 6,6% rispetto al 6,8 dello scorso anno, mentre in Toscana è ben più alto, 9%, in discesa rispetto al notevole10,2% del 2015. Chiaro che sul dato toscano pesano anche situazioni complicate come quelle di banca Etruria e Monte dei Paschi che pesano sul dato complessivo.

Rimane però il fatto che sui crediti deteriorati il dato provinciale è migliore di quello toscano di quasi tre punti. E a Massa Carrara ci sono da considerare situazioni di difficoltà di alcune aziende più grande, si pensi a Gaspari Menotti o la più piccola Rational, che probabilmente hanno influito su questo dato. Trascinandolo in alto.

Dalla Camera di Commercio si fa notare come «resti spaventoso il tasso di interesse per le operazioni a revoca (si tratta di revocabili in qualsiasi momento da parte della banca e non sostenute dal cosiddetto beneficio del termine) che sfiora il 10%, 3 punti percentuali in più rispetto alla media Toscana nel frattempo sceso al 6,7% (1 punto in meno rispetto al 2015). Un dato che catapulta la provincia di Massa Carrara al quarto posto, a livello nazionale, per il più alto tasso a revoca per le imprese».

A dirlo è l’Osservatorio sul Credito realizzato dall’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. «Le difficoltà legate all’accesso al credito e al costo del denaro – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Isr – sono ancora molto evidenti. I prestiti a breve termine tornano a stabilizzarsi ma a soffrire, ancora, sono le piccole imprese con una contrazione del 4,5% dei finanziamenti. Va un po’ meglio per le medie grandi imprese con un incoraggiante + 1,4% ma anche in questo caso in flessione rispetto all’anno.È altrettanto evidente che siamo ancora lontani da un costo del denaro accettabile ed accessibile soprattutto per le operazioni a revoca. L’incremento del numero di operazioni autoliquidanti, che riguarda una operazione su quattro (24%), come lo sconto fattura, il factoring, il salvo buon fine e cessioni di credito non è un fattore positivo. Significa che le imprese sono costrette ad ottenere liquidità cedendo il loro credito agli istituto bancari probabilmente a causa dei tempi di pagamento molto lunghi che non facilitano l’equilibrio finanziario delle aziende».

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