Acqua, la rivolta della Lunigiana. “La gestione torni ai Comuni”
By redazione On 30 gen, 2017 At 11:04 AM | Categorized As CRONACA | With 0 Comments
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SCARSA manutenzione, acqua cara e molti sprechi.

Chiedo a tutti i Comuni di rimunicipalizzare l’acqua»: così il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, ha «strigliato» Gaia all’incontro – svoltosi nei giorni scorsi – con il presidente della società di gestione Vincenzo Colle, per fare il punto sulla situazione del servizio acquedotti. Lungo l’elenco delle lamentele: dall’«insufficiente manutenzione ordinaria» alla «pulizia delle vasche di raccolta», dall’«interramento dei tubi (che per metri e metri scorrono nei boschi di Tresana)» alla «sostituzione della rete idrica deteriorata»: «Qui funziona solo la fognatura – ha sottolineato il sindaco di Tresana – , in trent’anni quasi nulla è stato fatto. Quando interveniamo sulla rete idrica troviamo impianti risalenti agli anni ’50. Gaia è nata per fare investimenti sul territorio, ma di opere pubbliche ne abbiamo viste poche. In questi anni siamo riusciti a riqualificare l’acquedotto di Popetto, a realizzare la nuova rete in via Tanigatti e via Casa Nuova, ma tutto il resto è ancora da fare. Chiedo di sostituire tutte le tubazioni vecchie, delocalizzare il serbatoio di Giovagallo in frana, sostituire la condotta adduttrice dai pozzi in località Nave al serbatoio di Canala, interrare le tubazioni e sostituirle alla frazione Palazzo».

Il presidente di Gaia, Colle, ha difeso la società: «Abbiamo dovuto riprogrammare per i prossimi anni alcuni investimenti perché dobbiamo risolvere la situazione deficitaria della società». Ma Mastrini ha ribadito come negli ultimi anni siano stati «tagliati gli investimenti ed aumentate le tariffe: quando una società è in deficit, e quello di Gaia ammonta a 191 milioni di euro, non assume – ha accusato il primo cittadino – . Invece, essendo una “Spa”, a Gaia è consentito quello che a un Comune non può fare: noi siamo bloccati dal patto di stabilità e non possiamo spendere anche se il nostro bilancio è perfetto, non ci è consentito assumere se un dipendente va in pensione. Gaia invece, senza soldi, può assumere perché è una “Spa”». Molte le proteste in sala e folta la partecipazione del pubblico arrivato da tutta la Lunigiana. «Monti è senza acqua potabile, ma noi continuiamo a pagare», ha sottolineato Serafino Altieri di Licciana Nardi. Proteste anche da Bagnone. «Qui alcuni hanno diritto agli allacci agricoli – ha rincarato la dose Alberto Santini, consigliere comunale – altri no». Stessa linea per il Comune di Filattiera, rappresentato da Paolo Zammori. «Anche deliberando – ha detto – probabilmente i nostri Comuni avrebbero difficoltà a recuperare la gestione, ma questo non significa che non si debba iniziare un percorso». Mastrini ha quindi rilanciato l’idea della rimunicipalizzazione: «Nei Comuni al voto chiederemo ai candidati di inserire nel programma questo punto. E nei Comuni dove non si vota organizzeremo comitati per chiedere di avviare il percorso».

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