Aulla, esplode il caso profughi: «Alla Filanda caos insostenibile»
By redazione On 10 nov, 2016 At 06:03 PM | Categorized As Uncategorized | With 0 Comments
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Si potrebbe definire kafkiana la vicenda che vede protagonista Armanda Adriana Spediacci, originaria di Bagnone ma residente ad Erba di Como, anziana signora proprietaria di una palazzina alla Filanda di Aulla.

Circa un anno fa aveva stipulato un contratto della durata di 4 anni con la Ezio Caprini s.r.l.s., società unipersonale che ha sede legale ad Aulla, affinché tre appartamenti e un ufficio ad uso foresteria nell’immobile della Filanda fossero affittati alla Caprini per accogliervi cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, i cosiddetti profughi in fuga da guerre e persecuzioni.

Sennonché, dopo un anno soltanto, proprietaria e società si parlano tramite i rispettivi legali. Ma che cosa è accaduto nel frattempo? Un po’ di tutto, almeno secondo Ketty Giampietri, figlia della proprietaria, la quale rende pubblica una corposa documentazione fatta di lettere, esposti in Procura, ai Carabinieri e all’Asl, note a enti pubblici come il Comune di Aulla, Gaia, Enel per denunciare una situazione che non sarebbe più sostenibile.

Ma lasciamo che sia la stessa signora Giampietri a fornire la propria versione delle cose, come ha fatto al Charlie Bar della Filanda, affiancata dalla madre, dal fratello e dal segretario lunigianese della Lega Nord, Giuliano Novelli: «Innanzitutto ci avevano detto che si trattava di perseguitati cristiani provenienti dalla Nigeria e ci siamo fatti impietosire, ma non ci sembra che lo siano. Poi ci avevano detto che sarebbero arrivate massimo 10 persone, mentre ora sono in 19, forse 21. Ma questo è il meno, visto che sono stati posti in essere interventi edilizi; addirittura sono spuntati due letti nel sottotetto! Poi gli ospiti uscivano in mutande e gettavano immondizia senza criterio, ma non c’è bisogno di avercela con loro più di tanto, perché sono stati lasciati allo sbaraglio da una società che ci pare non abbia seguito proprio alla lettera lo schema di capitolato di appalto per la gestione dei centri di accoglienza per immigrati. E poi c’è il fatto che due famiglie che vivevano lì da prima dell’arrivo di queste persone, ci hanno dato disdetta nel frattempo. Ma quello che conta, per noi, è che il contratto non è valido perché non c’è controllo proprio di nulla».

Ed ha voluto dire la propria anche Novelli, il quale ha ricordato che la Caprini è la stessa società che gestisce i profughi alle villette del Groppino di Aulla, lasciando intendere che potrebbero arrivare profughi anche alla ex locanda Girardengo e all’ex asilo di via Resistenza ad Aulla, senza dimenticare la questione aperta della situazione al Masero di Terrarossa nel Comune di Licciana Nardi: «Le condizioni sono disastrose alla Filanda, è una casbah. Noi diciamo sì a chi scappa dalla guerra, no ai clandestini». E chiede che sia tolta alla Caprini la gestione degli immigrati e che il comando dei Carabinieri esamini per bene la situazione».

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