CARRARA:Il fiume fa paura, noi da troppe notti non dormiamo più
By redazione On 13 set, 2016 At 10:46 AM | Categorized As Uncategorized | With 0 Comments
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Ma voi lo sapete cosa vuol dire non chiudere occhio per tutta la notte? E stare svegli a controllare il fiume, notte dopo notte? Lo facciamo anche in estate, perché a ogni allerta meteo ci sale l’ansia, quella che non fa dormire».

Lo sfogo è di Tiziana, Laura, Franchina, Gaetano e di tutte le donne, e gli uomini, che abitano in via Ilice (lato mare) dove le case qualche anno fa sono finite sott’acqua già tre volte, nel 2003, nel 2012 e nell’ultima alluvione, il 5 novembre di due anni fa.

Quel fiume, il Carrione, che passa sotto le loro case, a pochi metri da cancelli e giardini, da anni è diventato un sorvegliato speciale. E, proprio gli occhi delle donne notato qualcosa di anomalo. E ora lanciano l’allarme: «il letto del torrente si è alzato, nessuno lo ha più pulito e noi ora siamo terrorizzate».

Indicano il fiume le donne di via Ilice e fanno notare quel letto pieno di sassi e di vegetazione. «Noi lo teniamo davvero sott’occhio – dice Tiziana – E lo abbiamo visto riempirsi, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Senza che qualcuno sia venuto a fare manutenzione. Nulla di nulla. Adesso sappiamo che per dopodomani, giovedì, le previsioni parlano di temporali forti e noi siamo ancora qui a fare i conti con la nostra paura».

Canale di drenaggio chiuso dai sassi. Lo dicono a gran voce qui in via Ilice e indicano i grossi massi che, di fatto, sbarrano le “bocche” mobili del canale di drenaggio del torrente. Quello sfogo che dovrebbe servire, in caso di forte pioggia, a far defluire le acque del fiume.

«La situazione è questa – dicono i residenti della zona che, alcuni anni fa avevano messo in piedi un comitato proprio per far sentire meglio la loro voce – e il meteo non ci fa stare tranquilli. Purtroppo abbiamo già provato sulla nostra pelle cosa vuol dire vedere sommersi dall’acqua e dal fango anni e anni di sacrifici. Abbiamo ancora il terrore che questo possa accadere di nuovo.

«Terrorizzati dalle previsioni». «Funziona così- dice Tiziana – quando anche nelle settimane scorse veniva annunciata pioggia tale da fare scattare l’allerta meteo, noi stiamo svegli e dalle finestre o dai balconi controlliamo il fiume. Controlliamo i nuvoloni. Sperando che tutto vada bene e che non succeda il peggio. Si può andare avanti così? Con la brutta stagione ormai alle porte come possiamo pensare alle nostre notti a vegli del fiume e del cielo minaccioso?»

I precedenti. La prima volta fu nel 2003, a seguito della grossa alluvione che colpì soprattutto Carrara. Quella volta la forza del fiume in città si portò via una vita umana. A Nazzano, in via Ilice, sommerse di fango le case dei ferrovieri e tutte quelle accanto al letto del fiume.

Nel 2012altre piogge, altri disastri. Il fiume si era gonfiato ed era straripato invadendo le case. Di nuovo. Due anni fa altri allagamenti, altri danni e altre preoccupazioni per chi vive in una zona diventata ormai pericolosa.

Da allora erano stati fatti degli interventi e, così sottolineano i residenti del comitato di via Ilice, era stata assicurata una corretta e continua manutenzione per fare in modo che le esondazioni che negli anni scorsi hanno creato danni (anche ingenti) alle case non si ripetessero più.

Ma proprio ieri, alla vigili di un nuovo allerta meteo fissato per il fine settimana, da Nazzano tornano a fare sentire la propria voce. E a puntare il dito. «Il letto del fiume si è alzato, il drenaggio è tappato – ripetono gli abitanti di via Ilice – In queste condizioni come possiamo stare tranquilli?»

Un appello rivolto alle istituzioni e a chi -vogliono mettere bene in chiaro dal comitato via Ilice – «avrebbe dovuto tenere sotto controllo le condizioni del Carrione».

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