CARRARA:Porto, confermati i sigilli a Ponente
By redazione On 12 set, 2016 At 02:39 PM | Categorized As ECONOMIA | With 0 Comments
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Un’area del porto di Marina di Carrara rimane sotto sequestro. È arrivata la decisione del tribunale del riesame (il collegio giudicante era composto dal presidente estensore, Fabrizio Garofalo, dal giudice Sara Fartini e dal got Elisabetta Congiusta).

Sei pagine per arrivare a una conclusione sull’area di ponente dello scalo. Si tratta di un parziale accoglimento delle istanze.

La decisione del tribunale del riesame. Quello che ha deciso il collegio giudicante del tribunale di Massa è in sostanza un dissequestro parziale che riguarda «solo i mezzi operativi meccanici nella disponibilità della porto di Carrara spa, ubicati nell’area demaniale, aventi le caratteristiche, sulla base di quanto stabilito dal codice della strada, dei veicoli che possono circolare su strada, la cui individuazione è demandata al pubblico ministero. E con la prescrizione che, successivamente al loro utilizzo nelle attività portuali, gli stessi mezzi non rimangano parcheggiati in sosta sull’area demaniale».

Il pronunciamento. La richiesta di riesame era proposta dai difensori di Francesco Messineo (presidente dell’Autorità portuale), Enrico Bogazzi (presidente della Porto spa), Nicola Del Nobile (segretario dell’Authority) e Paolo Dello Iacono (amministratore delegato della Porto). Riguardava i decreti di sequestro preventivo disposti dal gip il 23 agosto scorso, aventi ad oggetto i macchinari di vario genere ubicati sull’area demaniale a ponente del porto di Marina di Carrara e nella disponibilità della Porto di Carrara spa e della Ornic Nautica srl (un solo mezzo). L’udienza di riesame di mercoledì scorso si era conclusa con una riserva che è stata sciolta nelle scorse ore.

Il sequestro. Il provvedimento di sequestro era scattato «in quanto gli strumenti ed i macchinari utilizzati dalla Porto spa per lo svolgimento delle operazioni nello scalo, una volta terminate le stesse – si legge nella sentenza del riesame – venivano lasciati nell’area portuale, ovviamente demaniale, senza che la società fosse, contestualmente, titolare di una concessione demaniale o altro provvedimento sostitutivo che le consentisse tale facoltà. Si tratta in vari casi (ad esempio le gru portuali di tipo Gottwald) di mezzi giganteschi, occupanti aree notevoli che nel lasso temporale in cui gli stessi mezzi si trovano fermi, non possono essere utilizzata da altri soggetti».

«Illegittima la disposizione dell’Autorità portuale». Il giudice lo mette nero su bianco. L’occupazione “abusiva” dei mezzi del’area portuale non poteva essere sanata dalla disposizione dell’Authority del 29 agosto scorso. «Tale disposizione deve essere disapplicata dal tribunale in quanto palesemente illegittima – secondo gli art. 16 e 18 della legge 84/1994 – ed essendo stata frutto di un accordo intervenuto successivamente al provvedimento di sequestro, accordo sottoscritto da uno degli indagati e dal legale rappresentante della Porto. Persone che avevano interesse diretto a conferire un manto di legalità a un’operazione che, tuttavia rimaneva illecita visto che l’ingegner Messineo risultava indagato proprio nel procedimento in questione ed era certamente venuto a conoscenza, dopo il sequestro ma prima della stipula dell’accordo, della sua qualifica di persona sottoposta alle indagini. Enrico Bogazzi, pur non essendo indagato, cercava di realizzare gli interessi economici della sua società, e cercava di tutelare la posizione delle persone sottoposte ad indagine che avevano agito per la Porto spa».

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