MASSA: Sfratti in vista per cinque italiani. A Poveromo li aiuta il parroco
By redazione On 14 giu, 2016 At 11:32 AM | Categorized As Uncategorized | With 0 Comments
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Da domani rischiano di finire in mezzo alla strada, senza più un tetto per la notte.
Sono cinque uomini, italiani, tutti sui sessantanni e non imparentati, che il destino si è divertito a mettere assieme nella sventura. Cinque uomini, cinque storie del nostro tempo. C’è un esodato, che aspetta di andare in pensione nel 2017 e che nel frattempo campa con 150 euro al mese, c’è un altro che tempo fa ha perso il lavoro e ora vive di elemosina, e c’è chi – volente o nolente – è diventato un barbone con il passare del tempo. Tutti insieme dormono nell’ex scuola materna di Poveromo, in via dei Fortini, che è stata lasciata abbandonata. Di fatto è una occupazione. I cinque la usano come riparo per la notte, un rifugio sicuro per tutte le stagioni. Per il resto, cibo e acqua, si affidano alla benevolenza delle persone che abitano nei paraggi e al parroco che, per loro, chiede ai fedeli un piccolo aiuto in termini di generi alimentari e di prima necessità.

Cinque mesi fa il Comune aveva intimato ai cinque di lasciare l’edificio – in pratica si tratta di uno sfratto – ma solo ora si è deciso a passare all’azione. Venerdì sono intervenuti alcuni tecnici che hanno preso in visione l’ex scuola e hanno annunciato l’esecuzione dello «sfratto» per domani. Tutto secondo norma, s’intende, ma nessuno ha pensato ai cinque «inquilini»: che fine faranno? I servizi sociali si sono mai occupati di loro? Sono domande che gli abitanti della zona, che si sono in un certo modo affezionati ai cinque «poveri, si pongono da tempo e ora lanciano un appello all’amministrazione comunale, agli assessorati competenti, affinchè prendano in esame la situazione e trovino una soluzione. «Ma – affermano – questo deve avvenire prima dello “sfratto’’, altrimenti i cinque si ritrovano in mezzo alla strada. Sarebbe il caso, quindi, di prorogare ulteriormente l’esecuzione». «Non vorremmo – aggiungono altri – che si arrivasse a sfrattare i cinque nostri poveri per ospitare i… poveri di altri paesi che hanno raggiunto l’Italia con i barconi. Per carità, anche loro vanno accolti e aiutati, ma certo non scapito di altri nelle loro stesse condizioni. Sarebbe una beffa, un razzismo all’incontrario».

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