MASSA: abusivi nelle case popolari, 23 denunce
By redazione On 30 mag, 2016 At 08:27 AM | Categorized As Uncategorized | With 0 Comments
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Il caso classico (e più “innocente” ma non troppo) è: l’anziano che viveva nell’alloggio popolare (avendone i titoli) muore, nell’appartamento subentra il figlio o il nipote.
Che, però, ha un reddito più alto e non ha il diritto di occupare quella casa. Poi, ci sono situazioni più complesse e non pochi casi di furbetti veri e propri che giocano sull’evasione fiscale e sul falso.

È variegato il panorama di chi vive in alloggi dell’Erp senza averne il diritto (e togliendo così ad altri il diritto a una casa popolare) Variegato e tenace. L’assessorato al Sociale del Comune di Massa guidato dall’assessore Alessandro Balloni ne censiti 68 di nuclei famigliari che occupano alloggi dell’Erp pur avendo un reddito lordo superio ai 50.000 euro. A cui bisogna aggiungere dieci occupazioni abusive di abitaizoni “pubbliche”. Solo a Massa. E ha riconosciuto che sfrattare queste famiglie è cosa difficile. Perchè gli “ocupanti” no rispondono alle diffide, ignorano solleciti e ingiunzioni, accampano problemi come quello della presenza di minori o persone disabili.

Ma la battaglia contro i furbetti delle case popolari non si ferma per questo. Parola dell’Erp (l’ente di edilizia residenziale pubblica) presieduto da Luca Panfietti. «Aldilà dei numeri, sempre in aggiornamento, che dovrebbero riferirsi a casi emersi durante gli anni – spiega Erp – va precisato che ogni due anni, come previsto, provvediamo all’aggiornamento dei redditi. Gli inquilini, su nostra richiesta, autocertificano il reddito e la composizione del nucleo familiare. Gli uffici evidenziano e contestano nell’immediato l’eventuale perdita dei requisiti richiedendo, se necessario, documentazione integrativa. L’attività dà luogo molto spesso al rilascio (cioè alla riconsegna delle chiavi) spontaneo degli alloggi, in particolare di quelli detenuti da persone che non fanno parte del nucleo familiare come nel caso di decesso dell’assegnatario (ad esempio ospiti, ingressi non autorizzati, badanti).

Ma che succede quando l’inquilino non vuole sperne di uscire dall’alloggio? Erp, in questo caso, manda una segnalazione al Comune di competenza a cui spetta il compito di avviare la procedura di decadenza per i casi di perdita dei requisiti dell’assegnatario (superamento del reddito, mancata occupazione dell’alloggio e altro) che si conclude con l’ordinanza di sgombero.

In caso di occupazione abusiva, l’Erp sporge denuncia alle forze dell’ordine o all’autorità giudiziaria e invia segnalazione al Comune che deve emettere l’ordinanza di sgombero.

«Erp, come previsto, nei casi di emissione di ordinanza si è attivato per fare eseguire gli sgomberi che seguono i tempi procedurali dell’ufficio giudiziario competente. Da sottolineare che, grazie anche all’attenzione posta da Erp sul fronte sicurezza, da più di un anno non si verificano casi di occupazione abusiva di alloggi che con dentro l’occupante non possono essere disponibili per la graduatoria di assegnazione». Insomma, l’azione per la legalità si fa ed è efficace, sostiene l’Erp.

«Tra il 2013 e 2014 – dice ancora Luca Panfietti – l’Erp ha denunciato 23 persone per truffa o per aver occupato l’alloggio popolare avendo una casa di proprietà o per aver rubato energia elettrica o presentato false dichiarazioni dei redditi. La società si costituisce parte civile ogni volta che viene identificata come parte offesa come è accaduto nei casi che si sono conclusi durante questo mese in tribunale con due condanne per occupazione abusiva di alloggi nel Comune di Massa. Sempre nel 2013 e nel 2014 sono stati 120 gli accertamenti eseguiti dalla polizia municipale, 15 quelli svolti dai carabinieri». Inoltre Erp sta conducendo «altri 243 accertamenti trasmessi anche alla Finanza. 40 invece i casi di assegnatari segnalati ai Comuni per aver superato il reddito che dà diritto all’alloggio popolare. Infine sono state denunciate 15 persone per occupazione abusiva di alloggi».

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