Quei giganti vuoti nel cuore di Massa
By redazione On 30 nov, 2015 At 05:15 PM | Categorized As ECONOMIA | With 0 Comments
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Certo la crisi fa la sua buona parte, ma la colpa non è tutta sua. Perché a svuotare interi edifici, a serrare porte e finestre, a lasciare che la polvere ammanti scrivanie e sedie, sono i tempi.

Addio alle sedi faraoniche, ai distaccamenti, ai duplicati, ai mega uffici: è arrivata l’epoca – o forse è proprio l’altra faccia della crisi – delle riduzioni, degli accorpamenti, della spending review. Gli enti chiudono, riorganizzano le forze, si ristrutturano e svuotano i palazzi. Dovunque, anche a casa nostra. Così ecco decine di immobili vuoti, inutilizzati. Magari in vendita, magari in attesa di un affittuario o di nuova destinazione. E con il rischio dell’incuria e dell’abbandono.
Ex Banca Italia in piazza Garibaldi. Il giro tra gli edifici in attesa di un compratore, non può non partire da piazza Garibaldi. Nel 2008 Banca di Italia fa i bagagli e libera gli oltre 10.000 metri quadrati di immobile: ora lo stabile – basta un clic per verificarlo – è nella lista dei beni in dismissione. Nei primi mesi del 2012 una cordata carrarese si fa avanti per l’acquisto, ma l’affare non si conclude; del resto non si tratta certo di bruscolini: la stessa banca, dopo la chiusura della filiale, parlò di una cifra massima di 25 milioni. Ha poi corretto il tiro – al ribasso – ma, per chiudere l’affare, servono comunque 18-20 milioni di euro. E non finisce lì perché c’è anche da capire che futuro disegnino gli strumenti urbanistici per quel colosso, a due passi dal centro città.

La caserma di via Angelini. È in centro, tra via Angelini e via delle Mura Nord ed è enorme: un edificio di 5 piani per un totale di 1.950 metri quadrati, a cui si aggiungono i 590 di garage. È la ex caserma dei carabinieri: i militari se ne sono andati e hanno concentrato uffici e appartamenti all’ex Plava. Ora l’immobile di via Angelini (insieme a parecchi altri) è in vendita, la base d’asta è di 1 milione e 500 mila euro. Del resto la Provincia ha tirato al massimo la corda, pure sugli spazi occupati e ha messo in vendita i gioielli di famiglia tra cui la stessa caserma.

L’ex provveditorato in via Marina Vecchia. E tra i giganti vuoti non può essere dimenticato l’ex provveditorato. Palazzo ducale, che ne è proprietario, si è pure messo le mani in tasca per risistemarlo. Ma l’edificio, che nei decenni scorsi ha accolto anche alcune classi del Fermi, è vuoto che più vuoto non si può. E anche quello è finito nella lista dei beni da vendere: base d’asta un milione. Ma a complicare il quadro c’è il regolamento urbanistico disegnato dal Comune: un Aru (leggi: vecchio comparto) interessa proprio in quella zona.

Il palazzo libero in via Sforza. Fino a qualche anno fa, lì era ospitato il Consorzio Zona. Adesso, nell’edificio accanto all’Archivio di Stato, regna il silenzio. Liberi gli uffici, liberi gli appartamenti. E anche in questo caso il padrone di casa è Palazzo ducale che sta tentato di percorrere la via dell’affitto, ma nell’attesa solo stanze vuote. E a breve di immobili vuoti – come se non bastassero- ce ne saranno pure altri, dal centro città al cuore di Marina.

L’edificio in via Cavour. Lungo via Cavour, a gennaio se ne andranno gli uffici – neanche a dirlo – della Provincia. Altro gigante vuoto in centro storico.

L’ex sede dell’ Inps. Struttura vetrata e moderna, proprio davanti a quello che è ormai il vecchio ospedale, ha ospitato per anni la sede Inps. Adesso, però, l’istituto di previdenza è stato accorpato: gli uffici sono a Carrara e l’edificio se ne sta, solo soletto, accanto ad un colosso. Ebbene sì perché tra i palazzi vuoti la fa da padrone l’ospedale.

Il gigante dei giganti: il vecchio ospedale. Si è aggiunto alla lista da pochi giorni. Ha chiuso i battenti e lasciato posto al nuovo che avanza: addio vecchio ospedale. Miglia di metri quadrati, scale, ascensori. Tutto dismesso. Rimane qualche ambulatorio in attesa del trasferimento al Monoblocco di Carrara, ma il rischio è quello di uno mega stabile in totale degrado. La sfida è nella mani dell’amministrazione (che può definirne le sorti urbanistiche) e dell’azienda sanitaria (che è proprietaria dell’immobile). L’Asl da parte sua conta su una variante sperando che, nella porzione più recente dello stabile, possano esser consentite case e uffici. Nell’attesa, dopo un tavolo tecnico con la Prefettura, è stata presa la decisione: accessi murati e grate alle finestre.

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