CARRARA: Chiesa inagibile, la messa si celebra nel tendone
By redazione On 30 nov, 2015 At 05:33 PM | Categorized As ECONOMIA | With 0 Comments
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Prima il terremoto, che ha messo a dura prova la resistenza di quella chiesa costruita quattrocento anni fa. Poi la tromba d’aria, che si è portata via le tegole del tetto, lasciando il via libera alle infiltrazioni d’acqua.
E adesso la parrocchia di San Francesco è ko, chiusa, inagibile, un grande cantiere con la speranza di chiudere presto.

Intanto la chiesa si trasferisce tutta in un tendone. Messe, matrimoni, funerali: tutto si celebra dentro la tenda. Da due mesi, senza che nessuno dei fedeli batta ciglio. «Dentro o fuori, è la cerimonia che conta», dicono.

Più infuriato invece il parroco, che deve fare i conti con casse che languono e una spesa decisamente eccessiva per la parrocchia. Il costo totale per la ristrutturazione e la messa in sicurezza è infatti di 450 mila euro. Soldi, che la chiesa non ha. «Stiamo letteralmente facendo l’elemosina», fa sapere don Cesare Cappè aggiungendo che una prima proposta di aiuto è arrivata dall’associazione “Donne del marmo”.

Il lavoro è, dicevamo, ingente. «La parrocchia – spiega Don Cappè – si trova nella necessità di dover affrontare con una certa urgenza, il completo rifacimento del tetto della chiesa parrocchiale e un suo restauro dell’interno, le cui condizioni ad oggi, rappresentano un serio pericolo per il futuro e per il regolare svolgimento delle normali funzioni religiose e per le tante attività pastorali». Un po’ di “acciacchi” la parrocchia li aveva già da tempo, essendo una struttura del 1600. A farla costruire fu Carlo I Cybo-Malaspina tra il 1623 e il 1662. L’interno ospita una statua dell’Immacolata risalente al XVIII secolo e un altorilievo con la Madonna e Sant’Antonio col Bambino del carrarese Giovanni Lazzoni. Negli anni Ottanta poi l’altare maggiore venne arricchito di una scultura lignea dello scultore carrarese Vittorio Tabaracci, raffigurante il Cristo crocifisso. Il complesso, costituito da una chiesa e da un convento, fu spogliato delle sue numerose opere d’arte, come tante altre, durante il periodo napoleonico. Ma rimane una chicca della storia e della teologia, tanto che l’ex convento è adesso sede del nuovo museo della scultura, inaugurato con la Biennale di scultura del 2006.

Una struttura vecchia, quindi, passata poi da un terremoto e una tromba d’aria. I danni sono eventi: crepe nel tetto, controsoffito pericolante, infiltrazioni ovunque.

I lavori sono partiti due mesi fa, con la messa in sicurezza del coro, dove è posizionato l’organo, che si trova sopra il portico della Chiesa. A richiedere l’intervento è stata la Soprintendenza per le Belle Arti di Lucca e Massa Carrara. L’organo è stato smontato e inviato a una fabbrica di restauro organi situata a Cerreto Guidi (Firenze). La spesa, solo per l’organo, è stata di quasi 4mila euro: 3.938 la precisione. Poi, per la messa in sicurezza soffitta del coro altri 15.455 euro.

«Tali opere di ristrutturazione, per la loro complessità e ampiezza – spiega don Cappè – comportano un costo, che è stato quantificato di circa 450 mila euro».

Troppi, per la parrocchia. «Qualche offerta ci è arrivata – spiega il parroco – E questo fatto ci ha fatto sperare nel proseguire il lavoro, nella speranza di riuscire a portarlo a termine con la collaborazione di tutti». Don Cappè quindi rivolge anche un appello ai fedeli, ma soprattutto alle istituzioni, per far sì che le cerimonie possa tornare dentro la chiesa.

«La parola “Chiesa”, nel suo studio, sotto l’aspetto teologico – dice – fa riferimento al fenomeno religioso, dal punto di vista della fede, si avvale di procedimenti storici, razionali,logici. Ma va anche considerata l’esperienza della Chiesa, vissuta “in mezzo”, dove il cristiano, partecipa alle celebrazioni, al vociare dei bambini del catechismo, al capezzale degli ammalati, alla fatica di decisioni di un consiglio pastorale».

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