Lettera aperta alla Dottoressa Maria Teresa De Lauretis Direttore generale ASL 1
By redazione On 30 set, 2015 At 08:24 AM | Categorized As Uncategorized | With 0 Comments
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Busto sarteschi

 

Gentilissima Direttrice,
lo smantellamento dell’ospedale è ormai prossimo e ci chiediamo quale sarà il destino dei busti in marmo, entrambi pregevole opera dello scultore Riccardo Rossi, dedicati ai professori Carlo Orecchia e Giovanni Sarteschi.
Attualmente esposti nel corridoio di collegamento tra il vecchio ospedale e il monoblocco sono testimoni, ahimè impotenti, di un cambiamento epocale. Il loro, lo immaginiamo un giudizio severo sui destini della sanità massese che si ritrova sì con un ospedale completamente nuovo e all’avanguardia, ma dai posti letto limitati e forse insufficienti, costruito in terreni paludosi con tutto quello che ne potrà derivare. A ciò si aggiunga l’inadeguatezza dell’attuale distretto sanitario e della ricettività post-operatoria per carenza di case della salute. Tutte situazioni alle quali i nostri Orecchia e Sarteschi si sarebbero fortemente ribellati. Ma torniamo ai busti oggetto del nostro intervento : quale il loro destino ? Ci auguriamo e chiediamo che vengano collocati nell’atrio  del Nuovo Ospedale Apuano magari corredandoli di opportune e necessarie targhe esplicative; in fondo,  la storia della sanità locale, ai due illustri personaggi è indissolubilmente legata. In attesa di cortese risposta, cordiali saluti.

Carlo Orecchia nativo di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria, giunse a Massa nel 1890 nominato Primario di Chirurgia e Direttore dell’Ospedale dei SS. Giacomo e Cristoforo. . Sotto la sua direzione fu istituita la prima sala operatoria che lo vide instancabile protagonista dei più svariati generi di interventi (tutto allora era affidato interamente all’opera di un solo chirurgo). Nei primi venti anni di attività si registrano ben 3287 operazioni senza considerare gli innumerevoli interventi ambulatoriali. Oltre alle doti di buon chirurgo, Orecchia fu anche un efficiente direttore e organizzatore sanitario, per primo istituendo i vari reparti medici. L’Ospedale di Massa fu per lui l’unica passione, la ragione vera della sua vita e ad esso dedicò la sua attività, la sua sapienza e la sua indiscussa capacità nel campo della chirurgia. Dopo 49 anni di ininterrotta attività, il 1° luglio del 1939 all’età di 78 anni, fu collocato a riposo. Morì a Massa nel 1944 poco prima che l’Ospedale fosse sgombrato a causa degli eventi bellici.

Giovanni Battista Sarteschi nasce a Pisa nel 1917. A 24 anni appena compiuti si laurea all’Università degli studi di Pisa col massimo dei voti e la lode in Medicina e Chirurgia. Nel ’41, all’Università di Modena consegue l’abilitazione all’esercizio della professione. Chiamato alle armi nel ’42, l’anno successivo è fatto prigioniero dai tedeschi e internato in Germania in un campo di concentramento ove è recluso sino all’agosto del ’45. Dopo la liberazione,  consegue le specializzazione in Urologia e in Chirurgia Generale e nel  1958 vince il concorso pubblico per Primario Chirurgo nel nostro Ospedale dei SS. Giacomo e Cristoforo. Qui opererà per circa 30 anni con al suo attivo, a riprova della sua totale dedizione alla professione, circa ottantamila interventi tra i più disparati (Tutto passava sotto le sue mani). Nel 1987, raggiunta l’età della pensione,  lascia il primariato ma non l’attività che continuerà in una clinica privata di Aulla. Muore a 83 anni nella sua tenuta alla Partaccia.

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