I giorni della libertà: ecco i volti e le storie
By redazione On 25 set, 2015 At 11:00 AM | Categorized As CULTURA, EVENTI | With 0 Comments
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Massa dopo guerra

Ci sarà anche Giorgio Mori alla presentazione dei Giorni della libertà.
Ci saranno lui ed altri ex partigiani a ricordare che i fatti di 70 anni, quando la provincia venne liberata dai Nazifascisti, non sono ancora consegnati alla Storia, ma sono vicende vive, carne vive nella storia di un popolo, quello apuano che dal settembre 1943 fino all’aprile del 1945 combattè, lotto, pianse, digiuno, morì – anche in modo atroce – tanto da meritarsi la medaglia d’oro al valor militare. Quella, chi non ha indossato una divisa non lo sa, di fronte alla quale anche un generale deve fare il saluto.

I Giorni della libertà è l’iniziativa che il Tirreno presenta venerdì 25 nella suggestiva cornice dell’hotel Eden al Cinquale. Sono una raccolta di 24 grandi stampe, tratte da foto dell’epoca, che raccontano i giorni della Liberazione di quella che al tempo si chiamava provincia Apuana. Per chi è poco aduso alla storia patria, Massa, Carrara, la Lunigiana rimasero sotto il giogo nazista dal 19 settembre del 1944 quando venne liberata Pietrasanta, fino all’aprile dell’anno dopo. Pensate Pontremoli – nodo cruciale per la ritirata tedesca – venne liberata il 27 aprile, due giorni dopo la data fatidica

Ci sarà anche Giorgio Mori alla presentazione dei Giorni della libertà. Ci saranno lui ed altri ex partigiani a ricordare che i fatti di 70 anni, quando la provincia venne liberata dai Nazifascisti, non sono ancora consegnati alla Storia, ma sono vicende vive, carne vive nella storia di un popolo, quello apuano che dal settembre 1943 fino all’aprile del 1945 combattè, lotto, pianse, digiuno, morì – anche in modo atroce – tanto da meritarsi la medaglia d’oro al valor militare. Quella, chi non ha indossato una divisa non lo sa, di fronte alla quale anche un generale deve fare il saluto.

I Giorni della libertà è l’iniziativa che il Tirreno presenta venerdì 25 nella suggestiva cornice dell’hotel Eden al Cinquale. Sono una raccolta di 24 grandi stampe, tratte da foto dell’epoca, che raccontano i giorni della Liberazione di quella che al tempo si chiamava provincia Apuana. Per chi è poco aduso alla storia patria, Massa, Carrara, la Lunigiana rimasero sotto il giogo nazista dal 19 settembre del 1944 quando venne liberata Pietrasanta, fino all’aprile dell’anno dopo. Pensate Pontremoli – nodo cruciale per la ritirata tedesca – venne liberata il 27 aprile, due giorni dopo la data fatidica che si festeggia ogni anno.

Da Massa, Montignoso, dal Cinquale si potevano quasi sentire le feste dei soldati americani a Pietrasanta e Viareggio, mentre si era sotto il controllo dei Nazisti. Perdipiù in una zona cruciale del fronte, visto che le popolazioni erano a ridosso della linea Gotica, quella linea Verde (questa la prima definizione) che il feldmaresciallo Kesselring seppe costruire con perizia.

Il Tirreno a 70 anni dai quei giorni – l’offensiva americana iniziò l’8 aprile 1945 – vuole ricordare quei giorni, regalando da martedì 29 ogni giorno una grande stampa. Non solo, il primo giorno di uscita i lettori avranno – sempre in omaggio – il grande raccoglitore.

Questa operazione è stata resa possibile grazie agli sponsor che hanno creduto nell’operazione. A partire dalla Banca di credito cooperativo di Versilia, Garfagnana e Lunigiana – in particolare grazie alla sensibilità del presidente Ezio Stamati – per proseguire con la Prometec (azienda di produzione di macchine del marmo), la catena di abbigliamento Aquafredda, Gli amici dell’Edilizia ed infine La Bottega di Adò.

Gianni Lorenzetti, uno dei titolari del celebre salumificio di Montignoso, ha voluto anche offrire il buffet che seguirà la presentazione di oggi all’hotel Eden. E sarà proprio Sabrina Giannetti, patronne dell’hotel a dare il benvenuto ad autorità, imprenditori, stampa e tv.

Poi parlerà Narciso Buffoni, non solo in qualità di padrone di casa (è sindaco di Montignoso) ma come presidente di quella Provincia il cui gonfalone è fregiato della medaglia d’oro.

La parola passerà al direttore del Tirreno Omar Monestier, che spiegherà i motivi di questa scelta.

Ad illustrare il lavoro, oltre ad un video preparato dal Tirreno, ci sarà Paolo Bissoli, presidente dell’Istituto storico della resistenza apuana. Bissoli non solo ha scritto la presentazione di questo lavoro, ma lui e l’Isram hanno dato una grande e decisiva mano nella scelta delle foto e anche nella stesura delle didascalie che accompgnano ogni singola foto.

L’appuntamento di venerdì 25 è aperto a tutti. Certo in prima fila ci saranno i sindaci – oltre a Buffoni sicura la presenza di Angelo Zubbani (Carrara) e Alessandro Volpi (Massa) – ma con loro troverete i rapresentanti dell’Anpi di Massa e di Carrara, ex combattenti, esponenti della cultura apuana che da sempre scrive e continua ad interrogarsi sulle vicende della Seconda guerra mondiale. Che lo ricordiamo ancora una volta, a Massa e Carrara non sono ancora consegnate alla storia.

Eppure di ricerche se ne sono fatte, di libri – anche molto significativi – ne sono stati pubblicati. Il Tirreno non ha certo la presunzione di sostiturisi agli storici, vuole solo raccontare e ricordare attraverso alcune delle più belle istantanee di quei giorni dell’aprile 1945.

A noi piacerebbe che anche le scuole, i circoli, le associazioni, potessero collezionare queste foto. Ricordavano all’Anpi che la memoria non è data una volta per tutti. Come la libertà. Ma va coltivata, seguita. Soprattutto, ricordava un grande cronista italiana – Marco Nozza – che «nel Nostro paese la memoria non era poi stata molto coltivata».

Anche per questo abbiamo voluto che I giorni della libertà vivessero una presentazione aperta a tutti. E anche gioiosa.

Al termine della cerimonia in sala congressi si andrà tutti in giardino per un piccola merenda. Ci saranno i prodotti di Adò, i dolci di Pandolce di Marina di Massa, i vini che ci ha messo a disposizione Diego Bosoni della famosa cantina Ca Lunae, ligure per geografia ma di fatto un prolungamento della terra apuana. Ci sarà soprattutto il servizio e la grande disponibilità di Sabrina e di tutta la famiglia Giannetti e Del Freo. A partire da Luciano per proseguire con Bibiana, figlia di un partigiano che fu anche pioniere (e la cosa non deve sorprendere: talvolta furono i più coraggiosi, i più intraprendenti a salire in montagna dopo lo sciagurato 8 settembre del 1943.

La scelta dell’hotel Eden non è stata causale o magari dovuta solo alla bellezza e alla amenità del posto.

Siamo voluti venire là dove è stato eretto – ai bordi del fiume – il monumento alla linea Gotica e a chi vi combattè. E proprio dal Cinquale – proprio in questi luoghi oggi così cambiati – che partì l’offensiva alle postazioni tedesche, iniziando da quella presa del castello Aghinolfi di cui fu protagonista quel Vernon Baker che – tornato in Italia per rivedere i luoghi della sua gioventù (armata) – soggiornò proprio all’hotel Eden.

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